L’Estate Incantata – Ray Bradbury

 

“Avere l’aria di sapere tutto è il vanto degli adulti. Accorgersi di essere vivi è la sconvolgente scoperta dei bambini. In mezzo, c’è l’incanto di una lontana estate piena di meraviglie e terrori. Come è piena di meraviglie e terrori Green Town, la piccola città dell’Illinois dove nel 1928 il dodicenne Douglas Spaulding vive l’ultima stagione della sua infanzia, tra alberi di mele e petardi mezzo scoppiati, denti di leone in fiore e scarpe nuove. Una stagione attraversata da ricordi dolci e sognanti, ma anche da segrete inquietudini, ombre nere e dolori senza nome. La stagione in cui si diventa grandi rievocata in quello che è uno dei romanzi più personali e poetici di Ray Bradbury.”

L’Estate Incantata è il romanzo più poetico dello scrittore di fantascienza Ray Bradbury.

Il romanzo è una meravigliosa storia sull’estate vissuta da un ragazzino, Douglas, nell’età magica della prima adolescenza che lui stesso la racconta, in gran parte, in prima persona. Lungo il canovaccio costituito dalla storia di Douglas e del fratello Tom, si incrociano le vicende di altri personaggi.

Ogni storia è ammantata dal velo nostalgico tipico delle ultime estati da adolescenti, quelle che ci si accorge che sono trascorse solo dopo che vanno via e rimangono nei ricordi più belli.

Il protagonista, Douglas, è una sorte di alter ego dello stesso scrittore e ciò conferisce alla storia quel pizzico di poesia in più al punto che l’intero romanzo, che può anche essere visto come una serie di racconti tenuti insieme da Douglas, si veste di una patina onirica e sognante che ci accompagna sino al lungo scioglimento, dove si ha quasi la sensazione che l’autunno prima, e l’inverno poi, diluiscano i colori di quella estata che agli occhi di Douglas era davvero incantata.

Un libro da leggere, non fosse altro per scoprire Bradbury nell’insolita veste di narratore capace di far emozionare.