Jake Sullivan è il “cattivo” del romanzo. Reo confesso dell’efferato omicidio della compagna Jude Drake, è l’unico detenuto dell’ala ovest del carcere della città di Messina. È un personaggio sfuggente e malsano che permea con la sua essenza tutte le storie che si dipanano lungo il romanzo. Di lui non si offre, volutamente, una descrizione fisica minuziosa, proprio per lasciare l’immaginazione del lettore libera di rappresentarlo come meglio crede. A tratti è forte, a tratti è debole. La sua figura scorre lungo la sottile linea che separa la vittima dal carnefice.

Il suo nome è ispirato al personaggio James P. Sullivan del film Pixar “Monster & Co.”


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“Mi alzai di scatto mettendomi a sedere sul letto. In bocca avevo ancora quel sapore ferroso e asciutto. Avevo voglia e necessità di bere un bicchiere d’acqua. Muovendomi lentamente uscii dalla camera da letto, cercando di non inciampare in quegli ambienti che, ancora, non conoscevo del tutto. Accesi una piccola luce appena fuori dalla stanza e raggiunsi la scala interna, che conduceva sotto, al vano cucina. Ero nudo e senza pantofole, ed il contatto del piede con il gradino in legno della scala, mi restituì un brivido freddo, che mi giunse sino alla nuca. Sentii i capelli arricciarsi come se una mano me li stesse accarezzando, ma senza alcuna dolcezza. Gradino dopo gradino, giun-si in fondo alla scala. Mi trovavo in una zona della casa simile ad un ampio disimpegno, dal quale era possibile accedere ai vani posti al piano terra. Ad ogni passo la testa sembrava esplodermi e anzi speravo lo facesse, almeno così forse sarebbe finito il dolore. Mi fermai nel punto in cui terminava la scala. E fu lì che la vidi.”
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Diciassette alle due

2️⃣5️⃣0️⃣ volte grazie.
Non una volta, o cinquanta o cento, no!
2️⃣5️⃣0️⃣
Come le carezze che avete dato al mio sogno di vedere il nostro “Diciassette alle due” sugli scaffali delle librerie.
Abbiamo raggiunto insieme il primo traguardo, ma voi mi avete preso per mano fino a segnare il secondo importantissimo gol.
Grazie.
Grazie a chi c’è stato e ci ha creduto, ma anche a chi pur dicendo di crederci non ha voluto esserci. Grazie a loro ho capito che tra il dire e il fare, non c’è solo di mezzo “e il”, ma molto di più.
❤️

L’avversario di Emmanuel Carrere è un romanzo verità sulla storia di Jean Cloude Romand che – al culmine di una vita basata sulla menzogna e sulla truffa – uccide la moglie, i suoi due figli e propri genitori.
Il romanzo con uno stile asciutto e diretto tenta di sondare le delicate tematiche poste alla base del folle gesto.
Quello che emerge è che Romand è un uomo che ha fatto della menzogna il suo stile di vita. Ha mentito sui suoi studi, ha mentito ed ha continuato a mentire sul suo lavoro, mente sugli investimenti finanziari e questa spirale di menzogne finirà per attorcigliarsi attorno a lui costringendolo al folle gesto.
Durante le indagini ed il successivo processo Romand alterna momenti in cui vorrebbe farla finita a momenti in cui decide di condannarsi a vivere, il tutto intriso da un riscoperto fervore religioso per la preghiera che forse – si percepisce – può essere l’ennesimo inganno dell’avversario.
Il titolo, appunto, si richiama espressamente ad uno degli appellativi del diavolo, l’Avversario per eccellenza di Dio.
Il romanzo è considerato il capolavoro dello scrittore francese, e forse lo è. Tuttavia lascia diversi dubbi e interrogativi a cui solo Romand stesso potrebbe rispondere, ma forse ancora una volta non direbbe la verità.
lettura consigliata.


“Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L’inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient’altro. Da diciott’anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone il cui sguardo non sarebbe riuscito a sopportare. È stato condannato all’ergastolo. Sono entrato in contatto con lui e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare che cosa passasse per la testa di quell’uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che trascorreva invece nel parcheggio di un’autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un’esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato – e turbi, credo, ciascuno di noi.” (Emmanuel Carrère)

Editore : Adelphi (29 maggio 2012)
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 169 pagine
ISBN-10 : 8845927865
ISBN-13 : 978-8845927867

 

Il giorno 9 dicembre 2020 sulla importante testata on line, Tempostretto, è uscito un interessante articolo sul Romanzo “Diciassette alle due” dell’autore Fabio Criniti.

L’articolo, firmato dalla brillante giornalista Emanuela Giorgianni, mette in evidenza alcuni elementi interessanti del romanzio e si conclude con un’intervista all’autore.

Il testo integrale dell’articolo e dell’intervista lo trovate qui